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Mercoledì, 05 Settembre 2018 09:54

Banca accusata di usura, il processo continua

Quello che contrappone la coppia di piccoli imprenditori edili Antonio Caserta e Roberta Morandini di Tricesimo, sostenuti da Antonio Miclavez di Federconsumatori Fvg (nella foto assieme a Elvio Ermacora), e la Banca popolare di Milano vuole diventare un ‘precedente’ nel rapporto tra clienti e istituti di credito.

Oggi, infatti, si è tenuta la prima udienza preliminare del processo per il presunto reato di usura, al Tribunale di Udine, davanti al  giudice Francesco Florit. Il quale non ha archiviato il procedimento ma ha stabilito che debba essere nominato un perito (il 29 ottobre), che avrà un paio di mesi di tempo per stabilire se c’è stato o meno il reato di usura. Del caso si sono occupati, a difesa degli imprenditori, gli avvocati Cristiano Coppi, Piercarlo Magni e Mario Formaio. Soddisfatto, a fine udienza, Antonio Miclavez: “Il fatto che non ci sia stata archiviazione, come in altri casi, è già un segnale positivo. Continuiamo la nostra battaglia, in attesa di sentire il parere del perito”.

Per arrivare all’udienza di oggi, c’è voluto oltre un anno e mezzo. Tutto nasce da un finanziamento per la ristrutturazione di un immobile sottoscritto con la filiale udinese della banca nel marzo 2006. Nonostante un tasso nominale legittimo, il Teg (tasso effettivo globale), comprensivo di spese accessorie, commissione massimo scoperto, assicurazione in mancanza di redditi fissi, superava la soglia legale, secondo la denuncia di Caserta fatta nel febbraio del 2012.

Una perizia della Guardia di Finanza, nel giugno successivo, conferma l’esistenza di tassi usurai e individua anche la responsabilità di quattro funzionari dell’istituto di credito. Il pubblico ministero Raffaele Tito, però, chiede l’archiviazione, in quanto “una cosa sono i tassi usurai, altro è il delitto di usura”, escludendo la presenza di dolo e indicando la giustizia civile quale sede del confronto. Tesi bocciata dal giudice per le indagini preliminari, Paolo Lauteri, che dispone, così, l’imputazione coatta.

Fuori dal Tribunale, a dare un sostegno morale anche Elvio Ermacora, che sta ancora combattendo la sua battaglia personale contro le banche, dopo il fallimento della sua azienda, la Biocostruire Srl di Montenars. “Il 24 settembre – ha detto – a Roma si è tenuto un incontro tra le varie associazioni che rappresentano le vittime di vessazioni bancarie e giudiziarie, ben 30, dal quale è nata la Consulta Nazionale Antiusura. In quel caso, il procuratore aggiunto presso la Suprema Corte di Cassazione, Pasquale Ciccolo, ha ricevuto una nostra delegazione e ha chiesto una relazione che sintetizzi le principali violazioni illustrate. Già questo è stato un passo avanti”.

[fonte: IlFriuli.it]

Letto 1130 volte Ultima modifica il Giovedì, 06 Settembre 2018 09:52